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Gastroenterologia e Proctologia: l’HPV nel tratto esofageo e anorettale

Dott. Andrea Lepri, Dott.ssa Simonetta Montano
Esofago

Il rischio di sviluppare un tumore esofageo da infezione da HPV è legato al ceppo del virus ad alto rischio (HPV 16 e 18), mentre gli altri ceppi sono meno virulenti e a basso rischio.

Nell’esofago si può sviluppare il “PAPILLOMA SQUAMOSO DELL’EPITELIO STRATIFICATO” che può essere legato sia all’infezione da HPV che al reflusso gastroesofageo.

Raramente possono dare disturbi e, solo se molto grandi, possono determinare disfagia.

Non è considerata lesione maligna, ma molti studi dimostrerebbero un aumento di tre volte del rischio di tumore esofageo.

Ano

L’infezione da HPV dell’ano si contrae con i rapporti sessuali. Può procurare, in relazione ai ceppi di HPV, verruche (condilomi) genitali ed anali. In questi casi, i sintomi possono comparire anche dopo un anno dall’infezione.

L’uso del profilattico non elimina il rischio di contagio.

L’HPV rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza del tumore dell’ano: l’88% sono correlati all’infezione di HPV virus e particolarmente il 73% al ceppo 16 e solo il5% al ceppo 18.

Da quanto premesso ne deriva l’importanza di un accurato programma di sensibilizzazione, di screening e di vaccinazioni che i nostri colleghi ginecologi stanno portando avanti. Per quanto attiene all’apparato digerente è da mettere in atto una accurata valutazione dei pazienti con eventuali esami endoscopici e di monitoraggio.

Ano

L’infezione da HPV dell’ano si contrae con i rapporti sessuali. Può procurare, in relazione ai ceppi di HPV, verruche (condilomi) genitali ed anali. In questi casi, i sintomi possono comparire anche dopo un anno dall’infezione.

L’uso del profilattico non elimina il rischio di contagio.

L’HPV rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza del tumore dell’ano: l’88% sono correlati all’infezione di HPV virus e particolarmente il 73% al ceppo 16 e solo il5% al ceppo 18.

Da quanto premesso ne deriva l’importanza di un accurato programma di sensibilizzazione, di screening e di vaccinazioni che i nostri colleghi ginecologi stanno portando avanti. Per quanto attiene all’apparato digerente è da mettere in atto una accurata valutazione dei pazienti con eventuali esami endoscopici e di monitoraggio.

Dott. Andrea Lepri, Dott.ssa Simonetta Montano
Esofago

Il rischio di sviluppare un tumore esofageo da infezione da HPV è legato al ceppo del virus ad alto rischio (HPV 16 e 18), mentre gli altri ceppi sono meno virulenti e a basso rischio.

Nell’esofago si può sviluppare il “ PAPILLOMA SQUAMOSO DELL’EPITELIO STRATIFICATO ” che può essere legato sia all’infezione da HPV che al reflusso gastroesofageo.

Raramente possono dare disturbi e, solo se molto grandi, possono determinare disfagia.

Non è considerata lesione maligna, ma molti studi dimostrerebbero un aumento di tre volte del rischio di tumore esofageo.

Ano

L’infezione da HPV dell’ano si contrae con i rapporti sessuali. Può procurare, in relazione ai ceppi di HPV, verruche (condilomi) genitali ed anali. In questi casi, i sintomi possono comparire anche dopo un anno dall’infezione.

L’uso del profilattico non elimina il rischio di contagio.

L’HPV rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza del tumore dell’ano: l’88% sono correlati all’infezione di HPV virus e particolarmente il 73% al ceppo 16 e solo il5% al ceppo 18.

Da quanto premesso ne deriva l’importanza di un accurato programma di sensibilizzazione, di screening e di vaccinazioni che i nostri colleghi ginecologi stanno portando avanti. Per quanto attiene all’apparato digerente è da mettere in atto una accurata valutazione dei pazienti con eventuali esami endoscopici e di monitoraggio.