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L’infezione da HPV

L’infezione da HPV è la più frequente infezione trasmessa per via sessuale. Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, fino all’80 per cento delle donne sessualmente attive si infetta nel corso della vita con almeno un ceppo di papillomavirus.

Esistono infatti oltre 100 tipi di HPV: alcuni provocano lesioni benigne (condilomi, altrimenti detti “verruche genitali”), mentre altri (in particolare il tipo 16 e il tipo 18) provocano lesioni pretumorali che dopo molti anni, persino decenni, possono in alcune persone trasformarsi in cancro.

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da HPV è asintomatica (non ci si accorge di averla contratta), non causa alcuna alterazione e si risolve da sola.

Degli oltre 150 tipi di HPV, 40 sono quelli che infettano i genitali e una quindicina quelli definiti ad alto rischio, cioè potenzialmente causa di cancro. Il gruppo di HPV a basso rischio, invece, è legato allo sviluppo di condilomi ano genitali in entrambi i sessi, ed altre patologie benigne quali le verruche.

Il rischio di cancro dipende fortemente da alcuni tipi ben identificati: tra questi, i virus HPV 16 e HPV 18 sono quelli maggiormente presenti nelle lesioni pretumorali e tumorali.

Rischio di cancro nelle donne

I tipi HPV 16 e 18 causano il 70% dei carcinomi della cervice, mentre i tipi HPV 31, 33, 45, 52 e 58 ne causano un ulteriore 20%; sempre i tipi HPV 16 e 18 sono causa di circa il 90% dei carcinomi anali, oltre ad una rilevante percentuale di carcinomi vaginali, vulvari e orofaringei; i tipi HPV 6 e 11 sono responsabili del manifestarsi di verruche ano-genitali, che sebbene benigne, si associano in molti casi a morbilità psicofisica che vanifica/ostacola il risultato terapeutico.

Secondo dati di studi di prevalenza dell’infezione nelle donne, un primo picco dell’infezione si evidenzia intorno ai 25 anni, segue poi una riduzione dei casi con l’avanzare della età e infine un secondo picco intorno ai 45 anni.

Rischio di cancro negli uomini

I tipi HPV 16 e 18 causano il 90% dei carcinomi anali, oltre a tumori dell’orofaringe e del pene; i tipi HPV 6 e 11, come già detto, sono la causa di verruche ano genitali, nella percentuale del 90%.

Nei maschi omosessuali l’incidenza di tumori anali e lesioni precancerose HPV è notevolmente più elevata che negli eterosessuali. 

Lo studio “HPV in men” condotto sui maschi dai 18 fino ai 70 anni, ha messo in evidenza una prevalenza dell’infezione del 62,5%, che però rimane costante per tutta la vita. Pertanto, il maschio è un portatore del virus con prevalenza superiore e costante rispetto a quella della donna.

Il processo tumorale è in genere lento: può impiegare fino a 20 anni. Un tempo sufficientemente lungo da consentire alle donne che si sottopongono regolarmente allo screening di interrompere lo sviluppo del tumore fin dagli stadi iniziali.

Per la diagnosi precoce e la distruzione delle lesioni provocate da questo virus prima della degenerazione dell’alterazione delle cellule è fondamentale sottoporsi ai programmi di screening secondo le cadenze consigliate.

Come si trasmette?

Questa infezione si trasmette per via sessuale, anche se non necessariamente in seguito ad un rapporto sessuale completo. È difficile stabilire da chi si è contratta l’infezione: il papillomavirus può essere trasmesso dal proprio partner attuale o essere stato trasmesso da partner precedenti. L’incubazione può infatti andare da poche settimane a qualche anno.

Si può prevenire?

Cancro della cervice uterina - Centro HPV - Casa di Cura Villa Mafalda Roma

È molto difficile prevenire questo tipo di infezione. Oltre ad un’indubbia predisposizione genetica (non prevenibile), tutto ciò che sopprime le difese immunitarie può portare alla comparsa di un’infezione da papillomavirus o ad un peggioramento del grado delle lesioni. È quindi di fondamentale importanza uno stile di vita sano.

Il numero di partners sessuali avuti nella vita ed il numero di partners avuti dal proprio compagno, aumentano il rischio di sviluppare il cancro del collo dell’utero.

Combattere il virus ad ogni costo è meno efficace che controllarne l’evoluzione: il modo più sicuro per prevenire eventuali tumori associati alla presenza del papillomavirus nei soggetti predisposti è quello di eseguire sia il Pap-test che
la colposcopia regolarmente (con scadenze che
dipendono dal tipo di lesione diagnosticata).