fbpx

Otorinolaringoiatria: l’HPV nel tratto orofaringeo

Dott. Giovanni Mancini e Dott. Antonino Incammisa

L’infezione da Papilloma virus (HPV), soprattutto HPV16 e molto meno frequentemente HPV18, può essere alla base di neoplasie orofaringee, soprattutto alla tonsilla anche quando non coesistono i comuni fattori di rischio.

L’infezione da HPV rappresenta la causa del 32-36% dei tumori dell’orofaringe, in termini numerici circa 3000 nuovi casi l'anno.

 

La maggior parte dei tumori associati all'HPV (Human Papilloma Virus) della testa e del collo (HPV - HNC) sono causati da HPV16; più raramente da HPV18. Co-fattori come fumo e alcol contribuiscono alla progressione dell'HPV e dell'HNC (Head Neck Cancer - tumori testa-collo), interferendo con il mRNA soppressore del tumore e compromettendo in questo modo i mediatori del sistema immunitario, meccanismo mediante il quale alcuni frammenti di RNA sono ingrado di interferire (spegnere) l’espressione genica delle cellule tumorali favorendo la crescita. Solitamente l'infezione provocata da questo virus non causa nessuna alterazione e si risolve spontaneamente.

 

Se l'infezione si prolunga nel tempo, possono insorgere malattie della cute e delle mucose. Un esempio è la lesione mucosa a livello del collo dell'utero, della tonsilla per i tumori testa-collo.

La maggior parte di queste lesioni guariscono spontaneamente, ma alcune, se non trattate, progrediscono lentamente verso forme tumorali.

Anche se il virus si contrae generalmente attraverso rapporti sessuali, non si possono escludere vie indirette dell'infezione come la saliva. Studi pubblicati nel 2017 hanno evidenziato la presenza del Dna dell'HPV in campioni di sangue di donne senza tumore, positive agli screening. Per concludere, le principali sfide nel settore e le prospettive per il futuro sono: diagnosi precoce di HPV per tumori oro-faringei, nelle prime fasi della malattia.

I tipi di virus del Papilloma umano possono venir suddivisi in HPV a basso rischio (6, 11, 42, 43, 44), i quali attaccano la cute, e HPV ad alto rischio (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68), i quali attaccano le mucose. Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un'infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni è destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi grazie al loro sistema immunitario.

Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni di HPV ad alto rischio oncogenico  è possibile, in una minoranza dei casi, lo sviluppo di un tumore maligno oro-faringeo.

La maggior parte dei tumori associati all'HPV (Human Papilloma Virus) della testa e del collo (HPV - HNC) sono causati da HPV16; più raramente da HPV18. Co-fattori come fumo e alcol contribuiscono alla progressione dell'HPV e dell'HNC (Head Neck Cancer - tumori testa-collo), interferendo con il mRNA soppressore del tumore e compromettendo in questo modo i mediatori del sistema immunitario, meccanismo mediante il quale alcuni frammenti di RNA sono ingrado di interferire (spegnere) l’espressione genica delle cellule tumorali favorendo la crescita. Solitamente l'infezione provocata da questo virus non causa nessuna alterazione e si risolve spontaneamente.

 

Se l'infezione si prolunga nel tempo, possono insorgere malattie della cute e delle mucose. Un esempio è la lesione mucosa a livello del collo dell'utero, della tonsilla per i tumori testa-collo.

La maggior parte di queste lesioni guariscono spontaneamente, ma alcune, se non trattate, progrediscono lentamente verso forme tumorali.

Anche se il virus si contrae generalmente attraverso rapporti sessuali, non si possono escludere vie indirette dell'infezione come la saliva. Studi pubblicati nel 2017 hanno evidenziato la presenza del Dna dell'HPV in campioni di sangue di donne senza tumore, positive agli screening. Per concludere, le principali sfide nel settore e le prospettive per il futuro sono: diagnosi precoce di HPV per tumori oro-faringei, nelle prime fasi della malattia.

I tipi di virus del Papilloma umano possono venir suddivisi in HPV a basso rischio (6, 11, 42, 43, 44), i quali attaccano la cute, e HPV ad alto rischio (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68), i quali attaccano le mucose. Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un'infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni è destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi grazie al loro sistema immunitario.

Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni di HPV ad alto rischio oncogenico  è possibile, in una minoranza dei casi, lo sviluppo di un tumore maligno oro-faringeo.